giovedì, 11 ottobre 2007

anni fa, ero proprio piccola, leggevo un articolo, uno di quelli sulle riviste femminili suppongo, e si parlava dei lapsus, del fatto che a volte davvero ci mettono in imbarazzo.

in quell'articolo si parlava di una ragazza che faceva la segretaria in un ufficio, e che un giorno d'inverno si trovò davanti un fattorino che le portava un pacco. quando lo vide entrare disse: 'Mamma mia, oggi fa un freddo che fa cadere le mani, vero?', e poi scoprì che il tipo aveva una mano mozzata e l'altra pure poco presente, e sprofondò nella vergogna.

questa cosa l'ho ricordata da allora, non so perché, forse mi sembrava una coincidenza troppo singolare, e l'ho ricordata con tanta forza che ho assimilato anche il modo di dire.

stamattina son andata a prendere due bicchieri di tè caldo alla macchinetta, e c'era la centralinista, una donna molto simpatica che appartiene alle categorie protette. odio essere politically correct, preferisco dire che è zoppa a destra.

mentre prendevo i bicchieri lei era già andata un po' più in là, ma mi ha chiesto se mi serviva aiuto. ho rifiutato gentilmente, poi ho cominciato a mugolare perché mi stavo ustionando le dita, e lei si è girata e mi ha detto: 'fammi vedere se sai battere le mani!'

io ho sorriso, ma ero già dietro l'angolo, e le ho risposto: 'oh, no, non lo so fare dalla nascita!'

me ne sono resa conto subito di quanto sia idiota come risposta, tant'è vero che lei mi ha aggiunto: 'guarda che scherzavo, eh?'

'sì, lo so' ho risposto, senza neanche aggiungere che anche io stavo scherzando.

e sono due in mezza giornata, ché mi sa che anche la siega ci è rimasta malino per il fatto che nn facciamo più il we in milan.

vediamo se per la fine della giornata sarò sprofondata all'inferno.

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categoria:lavoro, maledizioni, capita, non si fa
giovedì, 21 giugno 2007
ieri sera, nella piazza del paese (lo si sente in sottofondo il gracchiare dell'altoparlante montato sul tetto della macchina?), c'era un tributo a domenico modugno. io non c'ero, ma a detta di tutti è stato molto bello. fa parte di un ciclo di manifestazioni tipiche di questo periodo, che infatti viene chiamato giugno ***ese proprio perché per tutto il mese ogni sera ce n'è una.
non mi dispiace di averlo perso, tranne che per una cosa: a un certo punto hanno cominciato a ringraziare mio padre, e lui sicuramente stava lì col suo sorriso, a ringraziare a denti stretti per l'emozione, ché vederlo così è rarissssssssimo.
lui ogni anno si fa in quattro per la festa del patrono, e raccoglie i soldi, anche chiedendo porta per porta ai parrocchiani. che c'abbiamo tre chiese e un convento per 20000 persone.
a un certo punto lo hanno ringraziato, perché senza di lui quella manifestazione non avrebbe avuto luogo. lo hanno ringraziato per tutti gli sforzi e il daffare che si sta sorbendo per la festa di domenica. lo hanno ringraziato per un sacco di robe, ché non mi hanno raccontato tutto.
ma a me che ho preparato per la chiesa le lettere per chiedere contributi alle aziende del paese, non mi si è filato niuno! ah, tra l'altro la maggior parte di quelle lettere sono state cestinate, ché si sa anche tra i mercanti che il nostro è un paese di taccagni.
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categoria:la famigghia, non si fa
venerdì, 08 giugno 2007
gira la voce che mi sfruttino. è probabile, ma nessuno, in questi 27 anni (da 4 anni, ok) mi ha insegnato a dire di no.
oggi sono arrivati i fogli dei mav, e io ho tre, tre zone da coprire. l'altra, la mia 2, parte a fine mese per il matrimonio del fratello. ho sottolineato subito che non c'era da aspettarsi da me un aiuto anche in quello, che io c'ho già il mio bel da fare, anche considerando che son diventata ormai una tuttofare. e si è proposta lei, la capa. vedremo.
ho ricevuto a sorpresa, ieri sera, una borsa di paglia verde (una delle poche tonalità che tollero, per fortuna), come ringraziamento per tutta la fatica che ho fatto durante la sua vacanza, fatica che ovviamente non mi sarebbe stata ripagata altrimenti. sono rimasta molto sorpresa, perché non era mai successo, e sarebbe stato un buon momento per comunicare la mia 'dipartita' dal mondo assicurativo, ma non ce l'ho fatta.
in compenso, oggi ho accompagnato la bamboccia n° 2 a casa del fidanzato, che si era svegliato tardi, porello. sì, ok, non toccava a me farlo, ma ho sottolineato due volte che la prossima volta sarebbe meglio se si svegliasse prima, quell'animale che la tiene un passo indietro come le geishe, mentre lui trinca al bancone del pub con gli amici.
ma quello che mi fa ridere, e che mi fa gongolare, certo, è che mi chiedo come cavolo faranno quando io sarò andata via!
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categoria:non si fa