giovedì, 13 dicembre 2007
se penso che oggi è ancora giuovedì moio!
postato da: padellara alle ore 16:15 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, disperazione, capita, minxia
martedì, 11 dicembre 2007

ma insomma, quanto sarò tonta proprio non lo so. potevo andarmene a cena con l'ufficio stasera, ma ho preferito rimanermene a casa con l'amore mio. che è pure una bella cosa, ma quello che mi 'turba' è il motivo che mi ha fatto cambiare idea ieri. mi è sembrato che la leonesa non mi volesse a cena.

non sono stata lì a chiedermi se era vero, se potevo aver fatto qcs di male o che so io, mi sono fidata della mia sensazione e basta. anzi, e bon.

oggi mi accorgo che forse avrei dovuto farci caso, al fatto che anche quando parla dei suoi figli adorati ha la voce dura, perché è la SUA voce, che il suo sguardo è duro sempre, il suo sorriso è sempre un po' distante. che non ha motivi per non sopportarmi, ma neanche per amarmi certo. perciò avrei potuto in tranquillità aggiungermi pure io.

ma oggi me ne rimango together with my love in the caset' under le copert'.

postato da: padellara alle ore 11:26 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, caxxate, lammore, capita, uita
mercoledì, 05 dicembre 2007

Io oggi sono morta di sonno, perché ieri sera non ne avevo e ho sfogliato un giornale e ho fatto tardi, sarò stata sveglia fino alle 11,30. e oggi non riesco a tenere gli occhi aperti. Che ridimensionamento!!!!

Forrest non riesce ad aprire il serbatoio della moto, e chi gliel'ha venduta non sa che dirgli, perciò è senza benza e probabilmente dovrà smontare il tappo. Bè, almeno stavolta non è il serbatoio. Da uomo qual è, va in paranoia se deve fare più di due commissioni a settimana, tipo pagare l'affitto e smontare il tappo e qcs altro che non mi ricordo, ma gli servirà per diventare grande. Sì, credo che in questi casi si dica così.

Credo di essere stanca come lunedì, che sono rimasta in coma almeno fino alle 11.

Non ho ancora avuto tempo di fare un po' di sano shopping, di quello per me, perché c'è sempre qcs altro da fare, la spesa per la settimana, una cena dal fratello di Forrest, etc etc.

In più questa settimana qua c'è uno spagnolo rompicoglioni che la metà basta, e che emette strani versi, non ho capito se con la bocca, o l'esofago, o qualche altra parte del sistema respiratorio o digerente di cui magari io non sospetto l'esistenza.

postato da: padellara alle ore 08:53 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, caxxate, uita
venerdì, 26 ottobre 2007

se penso che io mi sto facndo il mazzo, sto lottando per tenere gli occhi aperti, ché pure stanotte ho dormito poco, sto leggendo e rileggendo e analizzando, tutto per fare un bel lavoro, degno della MIA approvazione, e tutto ciò servirà per far addormentare altra gente durante i corsi!

noooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

noooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

noooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

postato da: padellara alle ore 14:18 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, disperazione, caxxate, capita, uita
mercoledì, 24 ottobre 2007

si dice che abbiano le gambe corte, ma non èè il mio caso.

si dice che abbiano il naso lungo, ma il mio più che lungo è piegato, perciò saltiamo.

a questo punto non posso far altro che pensare che le bugie abbiano deciso di inaugurare per me un nuovo tipo di difetto fisico che mi renderà riconoscibile agli occhi altrui anche da lontano, e quel difetto molto probabilmente è la cellulite, ché da quando ho cominciato a lavorare qua mi sento davvero pesante, oltre che possente.

insomma, fra poco sarò smascherata. probabilmente mi faranno provare a parlare con dei venditori di lingua russa, nonostante abbia ripetuto più volte che sono ben cinque anni, cinque, 5, CINQUE anni che non parlo più e che nn ricordo quasi niente. sto per fare una magrissima figura e tutti scopriranno quanto io abbia millantato la mia affidabilità e la mia precisione.

l'avevo già messo in conto, certo, quando stavo lì seduta per terra, in lacrime, accanto al letto di forrest, mentre dicevo che non volevo lasciare la puglia, ché avevo paura di scoprire che non valevo poi molto. ma poi con tutti questi avvenimenti susseguitisi veloci mi era proprio passato di mente.

e poi così, come un fulmine in un giorno di pioggia senza temporale, ecco che mi arriva l'annuncio. sto per fare una figura di merda davanti all'europa, ché tutto il continente era presente all'annuncio, mentre io stavo qui a ciucciare una caramella balsamica, inconsapevole e ignara. io, non la caramella.

postato da: padellara alle ore 15:43 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, importante, disperazione, maledizioni, uita, paiura
mercoledì, 17 ottobre 2007

la cosa bella di essere nuovi in un posto è che tutto ti sembra bello, certo, quando il posto è bello, è chiaro.

in effetti ora che ci penso quando iniziai all'assicurazione niente mi pareva bello, ma tutto confuso. anche qui, ma negli anni ho iparato a millantare, e sembra davvero che io stia seguendo il filo dei discorsi.

un'altra cosa bella è che tra loro si odiano, portano avanti astio e dissapori da chissà quanto, mentre io posso permettermi di guardarli da fuori, e sorridere, ché tanto queste cose non mi toccano, e probabilmente tra poco non li rivedrò più.

e un'altra cosa bella è vedere che forse davvero io mi sottovaluto, perché mentre sto pensando che forse l'ho fatta grossa, che forse si sono accorti che sto facendo finta, vengo a sapere che loro di me sono CONTENTISSIMI.

forse sono solo troppo occupati a scannarsi.

postato da: padellara alle ore 13:57 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, caxxate, gongolo, uita
giovedì, 11 ottobre 2007

anni fa, ero proprio piccola, leggevo un articolo, uno di quelli sulle riviste femminili suppongo, e si parlava dei lapsus, del fatto che a volte davvero ci mettono in imbarazzo.

in quell'articolo si parlava di una ragazza che faceva la segretaria in un ufficio, e che un giorno d'inverno si trovò davanti un fattorino che le portava un pacco. quando lo vide entrare disse: 'Mamma mia, oggi fa un freddo che fa cadere le mani, vero?', e poi scoprì che il tipo aveva una mano mozzata e l'altra pure poco presente, e sprofondò nella vergogna.

questa cosa l'ho ricordata da allora, non so perché, forse mi sembrava una coincidenza troppo singolare, e l'ho ricordata con tanta forza che ho assimilato anche il modo di dire.

stamattina son andata a prendere due bicchieri di tè caldo alla macchinetta, e c'era la centralinista, una donna molto simpatica che appartiene alle categorie protette. odio essere politically correct, preferisco dire che è zoppa a destra.

mentre prendevo i bicchieri lei era già andata un po' più in là, ma mi ha chiesto se mi serviva aiuto. ho rifiutato gentilmente, poi ho cominciato a mugolare perché mi stavo ustionando le dita, e lei si è girata e mi ha detto: 'fammi vedere se sai battere le mani!'

io ho sorriso, ma ero già dietro l'angolo, e le ho risposto: 'oh, no, non lo so fare dalla nascita!'

me ne sono resa conto subito di quanto sia idiota come risposta, tant'è vero che lei mi ha aggiunto: 'guarda che scherzavo, eh?'

'sì, lo so' ho risposto, senza neanche aggiungere che anche io stavo scherzando.

e sono due in mezza giornata, ché mi sa che anche la siega ci è rimasta malino per il fatto che nn facciamo più il we in milan.

vediamo se per la fine della giornata sarò sprofondata all'inferno.

postato da: padellara alle ore 11:03 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, maledizioni, capita, non si fa
mercoledì, 26 settembre 2007
Ieri pomeriggio sono andata a fare un colloquio. una società che organizza fiere, ne avrete setito parlare. Loro nn vendono, loro promuovono.
Sono entrata e per poco non scoppiavo a ridere, ché quella che mi intervistava (ma questo è mutuato dall'inglese?) sembrava tutta quella bravissima attrice della quale andrò subito a cercare il nome. Stava lì a parlare senza prendere fiato, e una parte del mio cervellino recepiva come se stesse davvero dicendo:
'Io? Sono una donna di classe, decisione, dizione perfetta, polso, portamento. Tutto frutto di corsi. In realtà io sò cofììììììììììììììììì!!!!!!'
Lei non l'ha detto, io ho dovuto trattenere le risate.
Io ero seduta lì quasi rannicchiata sulla sedia, ché tenevo con le mani la mia borsa (stronza) che si sbraciola appena possibile.
A un certo punto, non ricordo cosa stesse dicendo, i miei piedi si sono mossi, e il mio peso si è spostato sule punte. Io ho pensato che ero in posizione di fuga, e che perciò era chiaro che non avevo intenzione di accettare quel lavoro, ma ho fatto finta di niente, anche con me stessa come al solito, e ho continuato ad ascoltare e a fare domande. E intanto, sempre con la parte laterale del mio cervellino, pensavo: 'ma guarda sti piedi stronzetti!'
Stamattina non mi sono nemmeno alzata, le ho tirato il bidone. Né lei si è preoccupata di chiamarmi, nell'eventualità stessi lucidando i binari del tram con le sopracciglia. Che tra l'altro sono molto sottili, mica lo so se sarebbe facile...
Mi hanno dato tutti ragione, tranne forse mia cognata, che chiaramente vorrebbe vederci sloggiare; ma quello non era un lavoro, quello era un massacro.
postato da: padellara alle ore 19:16 | Permalink | commenti
categoria:lavoro, capita, uita