sono curiosa, curiosa, curiosa. curiosa dei fatti della gente, curiosa delle cose e di come funzionano, curiosa dei pensieri di ciascuno, e delle intenzioni e delle motivazioni e dei sentimenti. curiosa delle cose che non ho letto, e curiosa delle interpretazioni che non conosco. sono curiosa dei sapori, dei colori, degli odori di cose diverse. se curiosity killed the cat, io sono una sopravvissuta!
ecco, siamo arrivati mercoledì sera, dopo 14 ore di viaggio.
qui l'aria è fresca, secca, i miei capelli lisci quasi spontaneamente, i gatti caldi e affettuosi, desiderosi di coccole. il cibo è sempre esagerato, come giù, nella casa con lo stesso cognome. provo con la tisana, ma mi sa che ci vuole un notevole sforzo di volontà...
mi connetto tramite un cellulare, con un nuovo gestore che mi consente, siore e siori, di ricevere telefonate dovunque, dovunque!!!, non come il precedente, che una pensilina la prendeva per un bunker.
oggi è il compleanno della mia piccolina, che compie 20 anni, e mi rendo conto che ho 27 anni, sì, ma gli anni che ci passiamo son di più.
giornata importante oggi: ricomincia camera cafè, ci sono i simpsons in prima serata, ho fatto il mio primo colloquio con un'azienda. pare sia andata bene, ma l'agenzia ancora non m'ha chiamato. ma è solo lunedì.
pensavo fosse facile, ma mi stupisce di quanto sia facile in realtà trovare un lavoretto quissù. l'aria è frizzante e la gente si muove, è attiva.
io sto sul letto come al solito, ma vabbè.
suppongo che avremo più problemi a trovare una casetta. ma va bene lo stesso.
e che nessuno dica che un colloquio in realtà non è un lavoro: lo so benissimo anch'io, ma quanti colloqui ho avuto occasione di fare giù?
col tempo mi verrà anche voglia di mettere il naso fuori di casa la sera.
è bello non sapere l'inglese e non capire che c'è scritto sull'involucro di un regalo che ti fanno, e poi aprirlo e scoprire che è una cosa che desideravi tanto!
io non potrò provare questa sensazione, a meno che qcn nn mi compri un regalo dal giappone. o dalla cina. o da uno stato arabo.
però ho imparato a fingere benissssssssimo!!! (magra consolazione, lo so! )
ieri sera, nella piazza del paese (lo si sente in sottofondo il gracchiare dell'altoparlante montato sul tetto della macchina?), c'era un tributo a domenico modugno. io non c'ero, ma a detta di tutti è stato molto bello. fa parte di un ciclo di manifestazioni tipiche di questo periodo, che infatti viene chiamato giugno ***ese proprio perché per tutto il mese ogni sera ce n'è una.
non mi dispiace di averlo perso, tranne che per una cosa: a un certo punto hanno cominciato a ringraziare mio padre, e lui sicuramente stava lì col suo sorriso, a ringraziare a denti stretti per l'emozione, ché vederlo così è rarissssssssimo.
lui ogni anno si fa in quattro per la festa del patrono, e raccoglie i soldi, anche chiedendo porta per porta ai parrocchiani. che c'abbiamo tre chiese e un convento per 20000 persone.
a un certo punto lo hanno ringraziato, perché senza di lui quella manifestazione non avrebbe avuto luogo. lo hanno ringraziato per tutti gli sforzi e il daffare che si sta sorbendo per la festa di domenica. lo hanno ringraziato per un sacco di robe, ché non mi hanno raccontato tutto.
ma a me che ho preparato per la chiesa le lettere per chiedere contributi alle aziende del paese, non mi si è filato niuno! ah, tra l'altro la maggior parte di quelle lettere sono state cestinate, ché si sa anche tra i mercanti che il nostro è un paese di taccagni.
insomma, poi nn è andata proprio così.
ieri mattina ho trovato la contessa in lacrime mentre faceva colazione, a esprimermi tutti i dubbi che aveva tonino su questa cosa come suoi. le cose che lei diceva a lui l'altra sera ripetute a lei non avevano nessun effetto. sconcertante!
il terzo round è arrivato prima di pranzo, prima che tornasse tonino, e lì è venuto fuori che lei ha paura che lui se ne vada in giro da solo e mi lasci SOLA in casa, in una terra che nn è la mia!
ora, capisco che nn si conoscono, ma qui stiamo esagerando!
ieri sera torno a casa e la trovo che parla al telefono con mia sorella e si ciuccia il naso con un fazzoletto. quando ho chiamato mia sorella per farle fare la spia, mi ha detto che in realtà la contessa è contenta che traslochiamo.
credo che soffra di sdoppiamento della personalità.
insomma, è fatta!
stasera ho detto ai miei che rimandiamo il matrimonio e che vogliamo diventare immigrati. e sono rimasta stupita.
temevo mia madre, come al solito, invece lei è stata lì, dopo che me ne sono andata, a cercare di far capire a mio padre che dovevamo provare, anche rischiando di 'romperci le corna', perché ognuno di noi ne ha bisogno, per capire chi è davvero.
lui davanti a me nn ha detto quasi niente, mi ha solo chiesto se avevamo considerato la possibilità che andasse male, e basta.
poi, dal corridoio, ho sentito che a lui sembra sbagliato lasciare il certo per l'incerto, e lei lì che tifava per noi!
gli ricordava che anche lui ha provato le stesse cose, che si è dovuto 'rompere le corna' prima di maturare. (forse avremmo dovuto dire che qualcuna l'abbiamo passata pure noi, ma ormai è tardi.) lui non è rimasto a fare l'autista di pullman, ha lasciato forse dopo un giorno solo, ché si annoiava. ma l'ha dimenticato. ed è terrorizzato pure lui per noi, come lo ero io.
ma ancora assicurazioni no, mai più.
da ora in poi solo possibilità.
in questi giorni, in cui avevamo deciso, ma aspettavamo solo che mi venisse il coraggio per fare la comunicazione, ho sentito, in bagno*, solo jeff buckley. e alla fine mettevo sempre la stessa canzone,
che nel complesso non c'entra molto, tranne che per un verso: too young to hold on, too old to just break free and run
è così che mi sentivo, ma ora il cuore batte con un ritmo diverso; ora, anche se so che sono vecchia per il mercato del lavoro, mi ci provo lo stesso. non è più tempo per la paura, è solo tempo di respirare.
*in bagno, mentre faccio la doccia, mentre mi stiro i capelli, mentre mi trucco o mi aggiusto le sopracciglia, ascotlo la musica, e quella è davvero indicativa del mio umore.
mia mamma la chiamano 'la contessa'.
ha un modo di fare, di camminare, di gesticolare, che chi non ha immaginazione le chiede subito dov'è che fa la maestra, e chi ce n'ha un po', dice che 'fa' la contessa. anni fa Arturo le fece anche lo stemma nobiliare, con le treppalle , per l'anniversario di matrimonio.
ormai i suoi amici, quando parlano di lei, non la chiamano più per nome. a volte anche quando parlano 'con' lei.
a un certo punto, ieri a pranzo, ha cominciato a borbottare.
sul marciapiedi sull'altro lato della strada, proprio di fronte al finestrone del soggiorno di casa nostra, ormai saranno tre anni che c'è una bancarella di frutta abusiva. da tre anni, sì. vengono a farci la spesa tutti, la frutta è buona, loro la tengono bene e i prezzi son quasi sempre buoni. fra i tutti che ci si fermano ci sono i vigili, i vigili del fuoco, la polizia, gli autisti dei pullman.
ora, noi stiamo su una strada che collega il nostro paese a quello, più grande, subito dopo. davanti a casa nostra passano pullman a ogni ora del giorno e della notte: gente che va a scuola e che ne torna, gente che va a lavorare e ne torna, pullman di città, quelli piccoli che vanno a portare la gente in spiaggia, facendo il giro dei paesini. tutti, puntualmente, se nn si fermano a comprare la frutta (che provate a immaginare il casino che si crea con due pullman parcheggiati a fare la spesa e gente che va e viene in entrambi i sensi), danno una botta di clacson.
ora, io non me ne ero mai accorta, qui c'è sempre casino, e io poi a casa ci sto pure quasi mai. nè mi spiego perché sti tipi, pur nn comprando niente, suonano.
fatto sta che la contessa ieri borbottava, ché a lei non le suona nessuno, e tutti salutano la portiera.
la portiera è la signora che sta più spesso lì a vendere la frutta, che quando da noi non c'è nessuno in casa e qcn viene a citofonare, lei dall'altra parte della strada spiega che 'la signora è uscita, che non c'è nessuno, e che possono riprovare più tardi'. tutto ciò come se fosse la cosa più naturale del mondo, e nn sa nemmeno che sta parlando della contessa.
cmq lei borbotta.
insomma, sono cazzate, lo so, e so anche che sono cose che dovrei sapere benissimo, solo che ultimamente ogni volta che lei scendeva era sempre lì a dire 'una mia amica, un'altra mia amica... ', e io stavo lì a friggere sottopelle, che a volte nemmeno me ne accorgevo.
vabbè, per lo più facevo finta di niente. anche con me stessa.
poi invece ora mi chiama e mi dice: 'siccome voi siete la mia famiglia, che faccio?'
ecco, gongolo come un'idiota, lo so. è solo che in questo periodo la mia autostima sta andando un po' a caxare, e anche se io cerco di pomparla, nn funziona proprio. così da questo ingorgo non poteva scappare lei, ci doveva essere coivolta per forza, essendo uno dei legami più forti che ho da una quindicina d'anni.
se nn fossi certa di scatenare un'altra reazione psicotica, andrei a ringraziare la debby per averci messe insieme per forza. ma nn lo farò.
la famiglia nn si sceglie, è vero, io ho dovuto imparare ad apprezzare mia madre e mio padre per quello che sono davvero. (mia sorella ha delle qualità che conto di approfondire prima o poi, visto che per ora dopo due giorni la voglio far fuori)
ma la famiglia che uno si sceglie, gli amici, bè quella è la mia preferita. c'è lei, c'è mami, e in realtà poco altro di così profondo, perché nn ci metto anche la sorella e la cugina, per quanto il legame con loro sia abbastanza forte. mi viene da aggiungerci anche quelli virtuali, di amici, che per quel che ho potuto constatare, si rivelano anche dal vivo persone fantastiche, anche se nn ne ho conosciute molte. ma conto di recuperare.
sì, lo so, nella lista manca forrest, ma che ce n'è bisogno?
Un altro attacco d'ansia sta per assalirmi. Che poi i miei non sono attacchi d'ansia reali, l'unica cosa che mi succede è che mi esce un megabrufolo sul viso, e questo non è bene a prescindere. Ma adesso di più, visto che siamo in procinto di matrimonio (il 30, ma di amici).
Sono quasi ansiosa perché da una parte c'è mia madre che continua ad approfittare di offerte convenienti e compra pentole, colini, attrezzi per la cucina, nell'attesa che quelli sloggino da casa e a noi sia concesso comprare una cucina nella quale piazzare le suddette cose. Dall'altra noi stiamo tramando in segreto per fuggire via.
Forrest cerca lavoro all'estero, anche per me, che io quasi non sono stata in casa sti giorni, e ovviamente qcs c'è. Bisogna solo mandare i curricula adesso, e aspettare. Sempre che nn ci facciano aspettare troppo.
Ché la casa non è un problema, una casa così bella si affitta in due giorni. Il problema è il batticuore.
Stamattina alla radio, in replica, parlava una tizia che ha deciso, parole testuali del dj, di fare ciò che tutti sognano, cioè andar via, lontano. Vabbè, va a palma di maiorca a fare la barista, che è una propsettiva che nn mi attrae. Però va. Si portano dietro la macchina, che l'hanno appena comprata.
Noi in caso ci porteremmo dietro i mestoli e il wok?
Partiremmo, lasciandoci tutto dietro, andando a vedere cose nuove, più realisticamente solo traslocando in un altro posto di merda, ma quando sei senza radici forse cambi più facilmente. Bò, io che ne so. Sembro un rampicante.
Cambiare lavoro, aria, panorama, lingua, cibo, assistenza sanitaria, motivi per litigare.
Andare a vedere quanto in realtà ho truffato fino ad adesso, quanto c'ho nella testa e quanto realmente so e sono capace di fare.
Vabbè, che l'abnegazione non mi manchi lo so già, pè tigna si fa di tutto (bè, molte cose).
Dimostrare a tutti qcs, che era vero che non eravamo uguali, che forse avevamo ragione. Che non ce la facciamo (o facevamo?) a rimanere qui ad appassire come gli altri, a percorrere una strada già tracciata, e angosciante anche per questo.
Bò, io vorrei andarmene e restare insieme. Vorrei tutto. Voglio tutto, come al solito.
Odio questa angoscia, quasi quasi mi dò agli psicofarmaci. Mal che vada stermino una quarantina di persone, che mò bisogna giocare al rialzo!
è stata davvero una settimana pesante.
abbiamo scoperto che mio padre avrebbe preferito ci fossimo sposati in chiesa, ma alla fine ci invita a fare quel che caxxo vogliamo (parole testuali).
ho dovuto spiegare a destra e a sinistra perché non vogliamo sposarci in chiesa, ma la cosa che più mi ha fatto saltare la mosca al naso è stato il tentativo di convincermi che avevo torto che hanno fatto le due che lavorano con me, con argomenti assurdi, peraltro. come potrei essere attratta dal matrimonio in grande, in chiesa, magari con un abito bianco effetto meringa? ma come fa la gente a pensare ancora che non ci sia altro nella vita? che il giorno del matrimonio sia davvero il giorno in cui la sposa è protagonista?
ma soprattutto, non si accorgono che ciò vuol necessariamente dire che da quel giorno in poi si suppone che per la sposa finisca la vera vita, perché tanto il suo giorno di gloria l'ha avuto? che depressione, mi fanno pena e mi fa rabbia che si sentano in dovere di portarmi sulla retta via.
hanno i paraocchi, ma a me dispiace, per chiudere la discussione, dover dire che non ne capiscono un caxxo, perché sono legate alla vita e alla mentalità del paese, che la loro mente è ristretta. così taccio, loro insistono e faccio la figura dell'idiota, finché la voce non mi si altera percettibilmente, e finisce lì.
invece oggi, mi hanno fatto spiegare le mie ragioni e mi hanno capito. la differenza con chi mi ha tirata su e mi vuol bene...
vabè, fin.
tanto penso di essermi spiegata a tutti.
ieri sera ho preso fiato a ho detto a forrest che era inutile continuare ad aspettare una risposta che cmq non mi cambia subito la vita, e cmq ci dovremmo dare una mossa, perché gennaio è passato. così abbiamo deciso che oggi avrei detto ai miei che vogliamo sposarci dopo l'estate. e mi si è stretto lo stomaco, e ancora non mi si è allargato.
lui ha preso le chiavi, mi ha chiesto se lo volevo sposare e mi ha infilato al dito l'anello delle chiavi. quando gli ho detto di sì mi mancava il fiato, il che mi porta a pensare che la cerimonia sarà difficile, sia per fiato, che per imbarazzo e ridarella.
in realtà non sappiamo su quanti $ possiamo contare, non sappiamo praticamente niente, perciò forse è proprio la cosa migliore da fare.
ora, chi vuol venire a dirlo a mia madre al posto mio? visto che anche lui s'è dato?
aggiornamenti a breve, se sopravvivo.
al primo colpo sono ferita: non mi vogliono far abitare dove volevo io. chissà perché tutto questo attaccamento a questi inquilini, manco fossero loro la figlia e il genero. che palle!!