giovedì, 31 agosto 2006

Questo romanzo me l'ha portato quest'estate mia sorella direttamente da perugia, nel senso che c'ha trascorso insieme il viaggio fino a casa, e io non so resistere all'offerta di un libro aggratis...

Mi era sembrato di sentirne parlare in uno dei forum che frequento, uno di quelli dove 'se ne intendono', e mi ci son messa. Ma sono rimasta delusa. L'ho trovato alquanto noioso, sia nella narrazione, che nelle vicende che si susseguono. I personaggi piatti e senza motivazioni reali, e poi, appena trovano qualcosa che potrebbe dare un po' di pepe alla storia, ecco che si girano dall'altra parte e infilano la prima porta che trovano: ma non si fa cosììììì!!!!!

Faccio la persona seria, finché miss Hyde non ritorna: uno eredita un botto di soldi, e decide di sperperarli, perché a fare il pompiere valoroso non gli passa più. così compra un macchinone e comincia a guidare per gli stati uniti, finché non incontra un giocatorello di poker proprio mentre sta per finire i soldi, e ovviamente li perde tutti. le persone che li hanno vinti, due altri straculoni che hanno sbancato una lotteria e sono un po' fuori, li tengono a lavorare nella loro tenuta finché non saranno ripagati del debito di gioco. E' una truffa, e il pokerista quando lo scopre fugge, ma poi viene pestato e scompare. Il protagonista fa amicizia col carceriere, ma muoiono tutti in un incidente in macchina, perché il carceriere si annoia ad ascoltare la musica classica.

Vi ho fatto un favore, così non lo comprate. Se l'avete già fatto magari riuscite ancora a riportarlo indietro. Alcuni passaggi sono veramente brutti, solo che bisogna credermi sulla prola, perché non mi metto a sfogliarlo pagina per pagina per essere creduta dopo aver scopiazzato qlk parola. Insomma, come al solito sono arrivata alla fine proprio per il desiderio di vedere dove si voleva andare a parare, e quando son tutti morti, mi son detta: ma fare il caropentiere, invece, sto Auster?

postato da: padellara alle ore 19:28 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    17 Luglio 2008 - 15:25
 
ei purtroppo devo darti ragione.. ho appena finito di leggere questo libro e cercavo in internet un'interpretazione che lo rivalutasse, perché ho avuto esattamente la tua stessa impressione! Però di Auster avevo già letto qualcosa, e apprezzato moltissimo Timbuctù e Ho pensato che mio padre fosse dio . .entrambi belli.
saluti
utente anonimo

#2    26 Ottobre 2008 - 18:58
 
Sofisticato e intrigante, disperato e metafisico.Per caso ho letto il romanzo e dopo l'ho riletto e ancora e ancora .Conosco a memoria alcuni passaggi.Cercherò tutta l'opera di Auster 'che ormai mi ha agganciato e non si decide a mollarmi.
utente anonimo

#3    07 Marzo 2009 - 11:53
 
sdsd
utente anonimo

#4    24 Settembre 2009 - 10:28
 
Adoro questo romanzo , che secondo me rimane il migliore di Auster: le sue concatenazioni di coincidenze, il suo senso di una catastrofe imminente, l'irrazionale che irrompe nelle azioni dei personaggi in maniera ineluttabile e autodistruttiva, ne fanno un ritratto metafisico e angosciante della parte oscura dell' America. Cosi' come la scellerata recensione di "Padellara" ci fa un ritratto metafisico e angosciante di "Padellara". Se mai avrete voglia di leggere il libro, fatelo dopo averla dimenticata; se non riuscite a dimenticarla, non leggete il libro: per quanto anonima, ne uscira' distrutta.
utente anonimo

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