Infatti il titolo dell'ultimo capitolo è decisamente... illuminante! 'Il principio del mondo giunge spesso'. E se quello è stato l'inizio della storia, e le storie, si sa, sono spesso concentriche, non c'è miglior idea che farla finire come è iniziata. Che quello che succede in seguito poco importa, è una storia di emigrazione come tante. La parte ionteressante era questa.
E' commovente il nonno, felice prima di morire, per aver svelatoi suoi fantasmi, per aver accettato di essere stato un cattivo padre, per avere nonostante tutto un buon nipote, a cui chiede di seguire la propria strada. Questo è tipicamente americano, secondo me, ma andrà interpretato come una 'infezione' lasciata da jonathan?
Il nipote impara la lingua scrivendo, corrispondendo. L'unico modo, o uno dei pochi davvero produttivi. è quasi come conversare.
Non so se mi piace il commmento a ogni parte, la spiegazionie di ogni punto. Senza dubbio serve a sottolineare cose che magarui a un occhio poco allenato potrebbero sfuggire (e in realtà, io non so mica quanto il mio sia allenato), ma forse è troppo approfondita. Realistica, però.
Bello. Bella Lista, che non è Augustine, e che è Lista ancora per poco. Bella la Zingfarella, che disfa il suo incantesimo. Curioso Jonathan, un po' piatto, per frza di cose. Peccato che continui ad affibbiargli il viso di Elijah Wood.
Il film dev'essere da vedere.
Il tono a volte ricorda i momenti di poesia di Salman Rushdie: la poesia delle piccole cose, gli sguardi, i piccoli gesti, la carnalità anche, la paura. E' indubbiamente una prosa non del tutto occidentale. Eppure viene da un americano, da uno degli USA. Sarà da tenere d'occhio in futuro, suppongo. Senza dimenticare che, se tutta questa storia è vera, a volte è evidente che il sangue non è acqua, e che forse siamo tutti un po' ebrei.








è più facilmente raggiungibile on tv, mentre corrado ha tirato fuori st'inchiesta che subito mi ha solleticato i peli del naso. (sì, ultimamente ho un olfatto molto sviluppato, ma questo è un altro post)