mercoledì, 27 giugno 2007
è bello non sapere l'inglese e non capire che c'è scritto sull'involucro di un regalo che ti fanno, e poi aprirlo e scoprire che è una cosa che desideravi tanto!
io non potrò provare questa sensazione, a meno che qcn nn mi compri un regalo dal giappone. o dalla cina. o da uno stato arabo.
però ho imparato a fingere benissssssssimo!!! (magra consolazione, lo so!
)
mercoledì, 27 giugno 2007
ho comprato un ventaglio l'altra sera, alla festa del paese.
è brutto, orribile, inguardabile, con su disegnata una serie di scene bucoliche (mah!) con una carrozza che passa, varia gente inginocchiata e che si giura eterno amore, almeno finché nn si vien fuori dal letto. sul bordo superiore c'è del pizzo nero. è orribile.
ma quando vado in giro a tardo pomeriggio, che si soffoca anche se nn sono più le ore più calde della giornata, sventolarmi con un foglio di carta non funzia.
invece quest'orribile ventaglio sì.
lunedì, 25 giugno 2007
viviamo in un paese (o in un mondo?) pieno di luoghi comuni, certa gente riesce a pensare solo in certi termini. certo è che, in una zona popolata di paesini piiiiiiccolissimi, microscopici, dove tutti sono imparentati, uscire da questo meccanismo è alquanto difficile, e lì i luoghi comuni si moltiplicano, hanno vita propria e ti bacchettano pure le mani.
così è (fin troppo) facile dire: quelli di ****ano sono rozzoni, quelli di ******ella sono tirchi e agricoli e cattivi, etc etc.
ma ieri, in spiaggia, accanto a noi, sovrastantici a dire il vero, c'era un gruppo di ragazzi/e del primo paese che ho citato.
hanno fatto un casino tremendo fin quando se ne sono andati, tanto che a un certo punto ho cominciato a invidiare il fatto che nn risentissero minimamente della calura afosa.
in un momento di calma (relativa, of course) sento una voce roca alle mie spalle:
- ho fatto trent'anni sabato scorso.
a questo punto non avevo ancora realizzato.
- il 16 giugno 1977 sono nato.
mi si sono aguzzate le orecchie automaticamente. capirai, la mia data di nascita!
- ho fatto trent'anni sabato scorso.
e poi ha farfugliato qcs con un tono molto scontento, ma nn ho capito cosa abbia detto.
OVVIAMENTE ho alzato la testa a guardare chi era sto tipo. penso mi arrivasse alle spalle, mingherlino, coi capelli rossicci, le lentiggini e pieno di rughe.
insomma, lui ha trent'anni, ma potrebbe averne anche 35.
io invece ne ho sicuramente 27. 
giovedì, 21 giugno 2007
ieri sera, nella piazza del paese (lo si sente in sottofondo il gracchiare dell'altoparlante montato sul tetto della macchina?), c'era un tributo a domenico modugno. io non c'ero, ma a detta di tutti è stato molto bello. fa parte di un ciclo di manifestazioni tipiche di questo periodo, che infatti viene chiamato giugno ***ese proprio perché per tutto il mese ogni sera ce n'è una.
non mi dispiace di averlo perso, tranne che per una cosa: a un certo punto hanno cominciato a ringraziare mio padre, e lui sicuramente stava lì col suo sorriso, a ringraziare a denti stretti per l'emozione, ché vederlo così è rarissssssssimo.
lui ogni anno si fa in quattro per la festa del patrono, e raccoglie i soldi, anche chiedendo porta per porta ai parrocchiani. che c'abbiamo tre chiese e un convento per 20000 persone. 
a un certo punto lo hanno ringraziato, perché senza di lui quella manifestazione non avrebbe avuto luogo. lo hanno ringraziato per tutti gli sforzi e il daffare che si sta sorbendo per la festa di domenica. lo hanno ringraziato per un sacco di robe, ché non mi hanno raccontato tutto.
ma a me che ho preparato per la chiesa le lettere per chiedere contributi alle aziende del paese, non mi si è filato niuno!
ah, tra l'altro la maggior parte di quelle lettere sono state cestinate, ché si sa anche tra i mercanti che il nostro è un paese di taccagni.
lunedì, 18 giugno 2007
sono stata così presa dal ribadire a tutti che compivo di nuovo 27 anni, che alla fine sabato sera, raccontando un aneddoto, ho fatto i coti come se avessi davvero 27 anni per la prima volta. 
d'altronde, è scritto lì su, che non so contare
giovedì, 14 giugno 2007
c'è la profe in tv, a otto e mezzo. ora che ferrara è andato via in ferie, la trasmissione si fa davvero interessante, e la profe finalmente si rivela gnocca, per quel che si sospettava noi tutti bloglettori!
giovedì, 14 giugno 2007
ieri siamo uscite (io e la capa) per andare da dei clienti, che sapevamo vivono in campagna, hanno una masseria e fanno formaggio, ricotta, e quant'altro, e puzzano. quando vengono in ufficio, noi si apre subito le porte e le finestre, loro non si accorgono di niente, e noi si respira. 
arrivate lì, rassicurate sull'esattezza della strada dalla presenza di lasciti pecorini per terra, siamo entrate in casa in apnea, come se servisse a qcs. ci portano in cucina e troviamo il caminetto acceso!! con 30 gradi fuori!!! ma la padrona di casa aveva da fare qcs, anche con quel caldo, e le serviva.
dopo mezz'ora di spiegazione, durante cui io son stata ferma e immobile con la bocca chiusa, per non farci entrare qcn della miriade di mosche che ci giravano attorno, la padrona di casa ha rispiegato tutto ciò che la capa aveva detto, per vedere se aveva capito. e ha cominciato a sbatacchiare il braccio steso sul tavolo, girandolo in su e in giù, come se fosse un anguilla che nn vuole essere catturata.
insomma, s'è fatto qlk contratto, e poi si cominciava ad andar via. e sta tipa torna con tre fichi appena raccolti e un pezzo di pecorino fresco per ciascuna di noi, come se fosse la cosa più normale del mondo!!
siamo uscite da lì quasi sorprese, e sospese, perché ci sembrava di essere tornate indietro nel tempo. abbiamo lasciato il fuoco acceso nel camino, le pecore nel cortile (dieci appena colpite da un fulmine, e sì, defunte), il formaggio in cantina, e i figli ignoranti più delle pecore, ché chi comanda è la mamma!
non si può capire, dovevate esserci!
lunedì, 11 giugno 2007
oggi ho detto alla capa che vò via, che andiamo via anzi, e dopo aver cercato per una ventina di secondi di farmi rimanere, ha cominciato a piangere. poco, eh? come quando io piansi a settembre, quando nn partivamo più.
fatto.
avrei dovuto farmi una lista da spuntare, come she devil.
venerdì, 08 giugno 2007
gira la voce che mi sfruttino. è probabile, ma nessuno, in questi 27 anni (da 4 anni, ok) mi ha insegnato a dire di no.
oggi sono arrivati i fogli dei mav, e io ho tre, tre zone da coprire. l'altra, la mia 2, parte a fine mese per il matrimonio del fratello. ho sottolineato subito che non c'era da aspettarsi da me un aiuto anche in quello, che io c'ho già il mio bel da fare, anche considerando che son diventata ormai una tuttofare. e si è proposta lei, la capa. vedremo.
ho ricevuto a sorpresa, ieri sera, una borsa di paglia verde (una delle poche tonalità che tollero, per fortuna), come ringraziamento per tutta la fatica che ho fatto durante la sua vacanza, fatica che ovviamente non mi sarebbe stata ripagata altrimenti. sono rimasta molto sorpresa, perché non era mai successo, e sarebbe stato un buon momento per comunicare la mia 'dipartita' dal mondo assicurativo, ma non ce l'ho fatta.
in compenso, oggi ho accompagnato la bamboccia n° 2 a casa del fidanzato, che si era svegliato tardi, porello. sì, ok, non toccava a me farlo, ma ho sottolineato due volte che la prossima volta sarebbe meglio se si svegliasse prima, quell'animale che la tiene un passo indietro come le geishe, mentre lui trinca al bancone del pub con gli amici.
ma quello che mi fa ridere, e che mi fa gongolare, certo, è che mi chiedo come cavolo faranno quando io sarò andata via! 

giovedì, 07 giugno 2007
fra 9 giorni è il mio compleanno, e quest'anno mi farò la torta da sola.
mi son fatta dare la ricetta da una mia cliente, con cui ho instaurato un bel rapporto. oddio, più che altro l'ho subito, visto che ha chiesto che andassi sempre io da lei, e che crede che fra noi ci siano più affinità di quante ce ne sono in realtà. e nn sa ancora che vo via! 
200 gr di burro
300 gr di farina
600 gr di zucchero
200 gr di cacao amaro
500 ml di latte
6 uova
1 limone
1 lievito
scaldare il latte e scioglierci dentro il burro. sbattere le uova e lo zucchero, aggiungendoci lentamente la farina. e fin qua niente di che. diluire il cacao nel latte e burro fino a ottenere un impasto morbido. unirlo alle uova e aggiungere la scorza del limone e il lievito, non sciolto nel latte come mi faceva fare la nuzzo. imbucare nel forno x 40 minuti a 180 gradi. l'impasto dovrebbe essere molto liquido.
bè, le intenzioni ci sono, e sono buone. ottime direi. 
vediamo cosa riesco a fare.