Sono quasi ansiosa perché da una parte c'è mia madre che continua ad approfittare di offerte convenienti e compra pentole, colini, attrezzi per la cucina, nell'attesa che quelli sloggino da casa e a noi sia concesso comprare una cucina nella quale piazzare le suddette cose. Dall'altra noi stiamo tramando in segreto per fuggire via.
Forrest cerca lavoro all'estero, anche per me, che io quasi non sono stata in casa sti giorni, e ovviamente qcs c'è. Bisogna solo mandare i curricula adesso, e aspettare. Sempre che nn ci facciano aspettare troppo.
Ché la casa non è un problema, una casa così bella si affitta in due giorni. Il problema è il batticuore.
Stamattina alla radio, in replica, parlava una tizia che ha deciso, parole testuali del dj, di fare ciò che tutti sognano, cioè andar via, lontano. Vabbè, va a palma di maiorca a fare la barista, che è una propsettiva che nn mi attrae. Però va. Si portano dietro la macchina, che l'hanno appena comprata.
Noi in caso ci porteremmo dietro i mestoli e il wok?
Partiremmo, lasciandoci tutto dietro, andando a vedere cose nuove, più realisticamente solo traslocando in un altro posto di merda, ma quando sei senza radici forse cambi più facilmente. Bò, io che ne so. Sembro un rampicante.
Cambiare lavoro, aria, panorama, lingua, cibo, assistenza sanitaria, motivi per litigare.
Andare a vedere quanto in realtà ho truffato fino ad adesso, quanto c'ho nella testa e quanto realmente so e sono capace di fare.
Vabbè, che l'abnegazione non mi manchi lo so già, pè tigna si fa di tutto (bè, molte cose).
Dimostrare a tutti qcs, che era vero che non eravamo uguali, che forse avevamo ragione. Che non ce la facciamo (o facevamo?) a rimanere qui ad appassire come gli altri, a percorrere una strada già tracciata, e angosciante anche per questo.
Bò, io vorrei andarmene e restare insieme. Vorrei tutto. Voglio tutto, come al solito.
Odio questa angoscia, quasi quasi mi dò agli psicofarmaci. Mal che vada stermino una quarantina di persone, che mò bisogna giocare al rialzo!










