venerdì, 30 marzo 2007
perché la vita che si trascina uguale e se stessa sempre, e sai che c'è forse una novità all'orizzonte, ma tarda ad arrivare, e hai la sensazione che quando sarà il momento non avrai il tempo di goderti tutto.
e ti vengono in mente cose strane, cose che potrebbero diventare rimpianti, e allora ti chiedi se, quando pensi che sei felice anche se quello che hai non è quello che avevi previsto, è perché cerchi di accontentarti e di raccontarti che va bene. e ti chiedi se quello che ti blocca è paura, o qualche altro motivo più valido. e se è paura sai benissimo che è una cosa orribile.
e forse sono metereopatica pure io...
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categoria:uita
venerdì, 23 marzo 2007
cambia molto velocemente.
ieri sbraitavo, e guidavo incazzatissima verso casa. ero scoglionata pure oggi, e sbraitavo contro gente che dovevo ancora incontrare, ma che non mi ha mai delusa finora (nel male, ovviamente).
invece, proprio quella persona mi sorprende, e anche tutta la sua famiglia, ma proprio una di quelle sorprese che non ti aspetti, le cose a cui hai rinunciato in partenza.
bè, me lo sono guadagnato ieri.........
ho capito ormai che funzia così sto karma, ma dire che mi lascia proprio sempre contenta non posso. mi verrà l'ulcera così.
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categoria:disperazione, maledizioni, uita
venerdì, 23 marzo 2007
Stasera ho visto un bel film.
'Vero come la finzione', si intitolava. Vabbè, sicuramente qcn ne ha già sentito parlare: uno che sente una voce narrante e capisce che quella gli sta raccontando tutta la sua vita, e va in panico quando sente parlare di prossimo decesso. Ovviamente alla fine non muore. Che alla prima si può interpretare come uno dei soliti filmoni ammericani dove i buoni sentimenti trionfano sempre, ma io l'ho capito in un altro modo.
La domanda è: quanto si può sacrificare all'arte? E quanto si può sacrificare alla vita? I soggetti e i protagonisti di queste due domande (e del film) sono Emma Thompson (sempre una grande!) e un insospettabile Will Ferrel (insospettabile come Eddie Murphy in 'Dreamgirls', per capirci). E alla fine Dustin Hoffman, il grande Dustin Hoffman, che fa?
Fa il prof di teoria della letteratura, e interagendo tra i due, altro non è che il vero deus ex machina.
Stupendo, più ci penso e più mi appassiona sta cosa.
La fine del film è abbastanza brutta di primo acchito: l'ho già detto, lui si salva, uno ci rimane male, che pure lui stesso si era convinto che della sua morte valeva la pena. Però lei torna alla vita vera, a interagire con persone vere, e lui rimane con la sua bella, che era alla fine il motivo per cui all'improvviso gli importava tanto di morire. Lo dicono pure, la fine non è un granché, l'altra era mejo, ma va bene lo stesso.
Dustin, il prof qcs, ha un cognome particolare che adesso non ricordo, prima ovviamente pensa che il protagonista sia pazzo, poi si convince con una frase, con un incipit, anzi: 'se solo avesse saputo'.
"Ho tenuto un seminario su 'se solo avesse saputo' ". Sembra il più freddo di tutti, che tratta la questione come un semplice problema di teoria della lettaratura, in cui bisogna individuare i generi, le azioni, i temi, non è mai coinvolto, finché non legge il testo, e allora non può fare altro che inchinarsi alla letteratura, alla sua forza e alla sua giustizia, per lui non c'è altra via, pare. Ha rinunciato a scontrarsi con i muri della vita, con l'isolamento a cui si è costretta l'autrice ("Ho tenuto un seminario su di lei, bellissime tragedie!")
Eppure, mica un uomo senza sentimenti può credere con così tanta forza e costanza alle parole, alla teoria della letteratura, che mai tanto come qui sembra essere teoria della vita.
E su tutto questo, dico che io i polpacci ignudi di Dustin Hoffman li riconoscerei tra mille!
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categoria:movies, caxxate, libbri, uita
mercoledì, 21 marzo 2007
volevo ribadire ancora una volta quanto odio il mio lavoro.
oggi mi hanno mandata a rassettare un guaio, senza dirmi che c'era stato un guaio, e perciò io mi son trovata lì senza poter dire niente e cadendo dalle nuvole. so benissimo cosa è successo ora. cioè, non lo so, ma lo posso immaginare con molta approssimazione.
se anche io volessi impegnarmi a fare bene questo lavoro (di merda, non dimentichiamolo), vorrei essere responsabile dei miei errori e solo di quelli, vorrei essere rispettata e INFORMATA degli errori altrui che possono ledere il mio lavoro, in modo da non dover passare sempre da scema.
e già che ci sono aggiungo pure quell'altra stronza di stamattina che ha lasciato cadere lì una frase quasi innocente. appunto, QUASI!! 'non siamo tutte uguali', ha detto.
non voglio attaccar briga, è un mese difficile e siamo tutte nervose, ma 'aqquà nisciun è fessa'.
era da tanto che non mi veniva tanta voglia di cambiare lavoro subito.
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categoria:maledizioni
martedì, 20 marzo 2007
mi ha tirato tre denti. ha sorriso quando la mia bocca non voleva aprirsi, quando per il nervosismo cantavo a bocca aperta, quando anche se mi sparavo le pose di tranquillità, al momento di riaprire la bocca mi sfuggiva un sorriso nervoso, e caxxate varie fra un ehm e un ah.
ho passato la mia infanzia più dal dentista che al catechismo. non sono dei bei ricordi. era tutto troppo complicato per una bambina che si faceva sempre tante domande. ed era sempre doloroso.
perciò, quando questo ieri mi ha detto che, anche pr curarmi le (innumerevoli) carie, mi farà l'anestesia love
postato da: padellara alle ore 12:26 | Permalink | commenti
categoria:disperazione, lammore, uita
lunedì, 19 marzo 2007
il primo caffè della giornata mi necessita, è come se avessi la batterie in scadenza per tutto il giorno.
in seguito, mi addormenta.
tutti conoscono le proprietà lassative della pera, e quelle contrarie della mela.
io no. a me fanno l'effetto contrario.
giovedì scorso ho preso un tè alle 7 di sera. alle due e mezza ero ancora con gli occhi spalancati e il cervello che andava a mille. (così)
so che non sono da sola, e perciò ho pensato.
visto che qui fioriscono partiti e club privati ogni secondo, perché non unirci tutti noi, vittime ognuno del proprio corpo?
io devo dargli retta, ormai lo so, e così non mi viene troppo il nervoso. ma so che l'unione fa la forza, e anche la consolazione.
aspetto adesioni?
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categoria:caxxate, malatina
domenica, 18 marzo 2007
è stata davvero una settimana pesante.
abbiamo scoperto che mio padre avrebbe preferito ci fossimo sposati in chiesa, ma alla fine ci invita a fare quel che caxxo vogliamo (parole testuali).
ho dovuto spiegare a destra e a sinistra perché non vogliamo sposarci in chiesa, ma la cosa che più mi ha fatto saltare la mosca al naso è stato il tentativo di convincermi che avevo torto che hanno fatto le due che lavorano con me, con argomenti assurdi, peraltro. come potrei essere attratta dal matrimonio in grande, in chiesa, magari con un abito bianco effetto meringa? ma come fa la gente a pensare ancora che non ci sia altro nella vita? che il giorno del matrimonio sia davvero il giorno in cui la sposa è protagonista?
ma soprattutto, non si accorgono che ciò vuol necessariamente dire che da quel giorno in poi si suppone che per la sposa finisca la vera vita, perché tanto il suo giorno di gloria l'ha avuto? che depressione, mi fanno pena e mi fa rabbia che si sentano in dovere di portarmi sulla retta via.
hanno i paraocchi, ma a me dispiace, per chiudere la discussione, dover dire che non ne capiscono un caxxo, perché sono legate alla vita e alla mentalità del paese, che la loro mente è ristretta. così taccio, loro insistono e faccio la figura dell'idiota, finché la voce non mi si altera percettibilmente, e finisce lì.
invece oggi, mi hanno fatto spiegare le mie ragioni e mi hanno capito. la differenza con chi mi ha tirata su e mi vuol bene...
vabè, fin.
tanto penso di essermi spiegata a tutti.
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categoria:la famigghia, uita, minxia
mercoledì, 14 marzo 2007
Avete presente, chi ha avuto la fortuna di studiare letteratura inglese, la 'suspension of disbelief' succitata inventata, vabè, illustrata da Coleridge?
Avete presente quando leggete qcs e pensate che chi l'ha scritta doveva soffrire di previsioni, sensitività, capacità di leggere il futuro, chiromanzia e quant'altro? Sto pensando in questo momento a Orwell, per dirne uno, o anche a Huxley.
Ecco, penso che Coleridge avesse in mente me mentre scriveva quel saggio. Questa teoria mi ha colpita sin dall'inizio, mi ci sono riconosciuta subito e in un qlk modo è una specie di faro nelle mie immischiate letture. Cioé che se ci credo mi piace, se non mi prende in giro nemmeno per un attimo, vuol dire che qlk problema nel testo c'è.
E insomma, ieri sera Forrest leggeva il saggio su Lucifero, e io guardavo Lost, e quando Echo ha fatto arrampicare il biondino sull'albero e sono comminciate le esplosioni e io sono saltata su letto e ho fatto venire un colpo a Forrest, avete idea di cosa può essere successo?
Mi voleva legare la testa sotto il termosifone rovente... quel cattivone
postato da: padellara alle ore 13:15 | Permalink | commenti
categoria:caxxate, uita, paiura