Mi piace la trasmissione della Daria Bignardi, LE INVASIONI BARBARICHE. Lo so che è finita, ma l'ho trovata proprio ben fatta. Anche il mio Quore rimaneva sveglio. A un certo punto ho sentito parlare del film 'Le invasioni barbariche', e mica potevo starmene lì senza saperne niente di più, così l'ho guardato, a pezzi, che io lavoro. Ho finito di guardarlo ieri.
Mi sono innamorata di Alessandro Baricco, come tutte penso, quando ha scritto Oceanomare. Credo fosse impossibile non cadere in quella trappola, per quasi tutte le donne. Ho continuato a seguirlo in tutti questi anni, e alla fine, come molte, sono rimasta delusa. Ma ho insistito nel seguire i parti della sua mente. Mi piace anche l'idea di mettere su una scuola di scrittura 'seria', che dà anche i suoi frutti, che da qlk parte ho trovato un articolo su un 'diplomato'(?) che ha pubblicato il suo primo romanzo di successo. Poi mi hanno mostrato (vabbè, mi hanno linkato) la rubrica che tiene su La Repubblica, che credo si intitoli proprio I BARBARI. E ovviamente, da brava discepola, mi son messa a leggere. Prima è stata una sensazione di quelle striscianti, poi ne ho preso coscienza: mi annoiavo, leggendo quelle frasi. Però, mi dicevo, mi insegnerà qcs. Finché non sono arrivata alla sesta puntata, o forse alla settima, e mi sò proprio scocciata! Ho trovato pure qlk errore di battitura ( e voi direte, ma che sarà mai! e io dico, no cazzo! stai scrivendo sulla Repubblica, usa sto cacchio di correttore automatico almeno!) e molta inconcludenza, oltre a una parvenza di fretta. Vabbè che è a puntate, una riflessione a puntate, ma a me sembra più un blog sponsorizzato. Dalla Repubblica.
Anzi, sembrava quasi che qcn avesse cercato di imitare il suo stile, magari scrivendo l'articolo al posto suo, che si sa che baricco c'ha gli impegni.
Ieri mentre guardavo il film, e il vecchio stava morendo, la storia arriva al climax, e il figlio si avvicina, il malato dice: 'Ecco il principe dei barbari', ed ecco spiegato il senso del film. Che tra l'altro è un bellissimo film. Ed ecco spiegato pure dove abbia preso Baricco le idee che sta stracondendo nelle pagine del suo blog sponsorizzato.
Ecco, ora ci sono rimasta davvero male. A parte i riferimenti a quel Walter Benjamin, che ora ne parlano tutti*, l'idea che Alessandro porta avanti è stata presa (copiata no, va!) da un film di tre anni fa, e vien fatta passare come un'illuminazione quasi personale. Sono delusa, Alessandro caro, delusa quasi quanto lo ero dopo aver letto senza sangue (che era proprio anemico). Però sono più scocciata: ma è proprio necessario darsi tanto da fare per una cosa che neanche ti appassiona?
cmq la teoria è questa: la società tende a cristallizzare i propri meccanismi, finché non arriva il nuovo (il famoso nuovo che avanza) e li scardina, o li sovverte (a seconda dei gusti). Poi, in seguito i barbari vedono i propri meccanismi cristallizzare a loro volta. E' la vita. O è la storia. (Mììì, pure io so usare lo stile Baricco!
) E vedono arrivare all'orizzonte i nuovi barbari, e sempre così, per l'eternità. E pare che questa epoca in cui ci trasciniamo sia quella in cui l'ordine sta per essere sovvertito dai nuovi barbari. Nel film il figlio ricco e manager, nella testa di Alessandro, boh.
Ecco, vi ho fatto il riassunto, chiamatemi bignamina. Cmq questo è il link del primo articolo: http://www.repubblica.it/2006/05/rubriche/i-barbari/capitolo-uno/capitolo-uno.html. ma leggetevi solo il primo, basta e avanza.
Per i nuovi barbari, secondo me bisogna andare da un'altra parte, e cioé qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/freekarmafood/index.html.
E poi, come non notare che baricco ha dimenticato i barbari per eccellenza?










