Allora, ci è venuta la felice idea di andarci a vedere il Codice da Vinci insieme alla coppia felice in manciuria. Lei già ci aveva avvisati settimana scorsa, che ci saremmo appostati anche noi, (spontaneamente, come al solito) davanti al cinema un'ora prima dell'inizio dello spettacolo, per non perdere i posti. Siccome nn avevamo niente da fare l'ho chiamata ieri pomeriggio, e già lì mi son pentita subito.
"Lo spettacolo comincia alle 10, perciò noi volevamo andare un pò prima per prendere i posti"
"Ok, allora a che ora?"
"Io penso che saremo lì per le 9,15!"
"Bè, non esageriamo. Diciamo che ci troviamo a casa mia alle 9,20, così finchè arriviamo piano piano si fanno già e mezza"
"Ah, vabbè, a più tardi." Con la vocina triste, chè a e 20 era tardi, caso mai nn c'erano più posti..., ma non finisce qui: " che poi a me già un po' mi rosica, che ci sono altri che se lo sono già visto al primo spettacolo e io invece ho dovuto aspettare all'ultimo, che sto sotto esame e devo studiare! Comunque, ci vediamo dopo"
mi butto sul divano, cercando di dare sfogo al dolore del mio cervello e della mia anima attraverso le lacrime, ma pure loro stanno così: 
Forrest nn dorme, per altre cose, e sta con gli occhi rossissimi e quasi chiusi già.
Durante il tragitto la Paperotta mi parla dei suoi capelli. Io vedo che Paperotto e Forrest discorrono normalmente, e li invidio, e mi trovo a risponderle sui capelli, ma lei nemmeno mi sente, e continua imperterrita per la sua strada. "I miei capelli", "Io", "I miei capelli"; "Io", etc etc. Quasi non me ne accorgo più ormai, ma mi tornerà in mente più tardi...
Cmq, arriviamo in manciuria a e 40, che Paperotto ha fatto ritardo (perché solo guardando i muratori a casa sua ha capito come si fa e si è improvvisato muratore (che mio padre mò che lo sente gli viene un infarto) e ha fatto qcs col cemento, nn so, nn ci ho fatto molta attenzione, ma cmq ora conosce il mestiere benissimo!!!). Ci avviciniamo al cartellone del cinema, e leggo con i miei occhietti mezzi cecati che l'ultimo spettacolo comincia alle 22,30. La guardo male già la prima volta, ma lei niente, e mi sorge il dubbio la prima volta. Ma è una vocina sottile, e nn ci faccio caso.
"Bè, allora andiamo a fari un giro" fanno loro.
"No" faccio io, "siamo qui, prendiamo i biglietti e POI andiamo a farci un giro."
Prendiamo i biglietti, che stavano per finire, e andiamo, che il Paperotto ci aveva fame (tanto x cambiare). Poi ci andiamo a mettere davanti all'entrata del cinema.
Abbiamo aspettato in piedi fino alle 11 per entrare, e per TUTTO il tempo abbiamo sentito ciarlare non solo lei, ma anche una nana che stava vicino a noi, che parlava come se fosse in un ospedale reparto nn perfettamente udenti.
In tutte queste chiacchiere ci ripete un paio di volte che i suoi posti preferiti sono in fondo a sinistra nella quarta fila più verso il centro.
Quando riusciamo a entrare si piazza sì verso il centro, ma nelle prime file. Mi sfiora di nuovo il dubbio.
Protestiamo e io vado a mettermi nelle ultime file, perché a cinema vuoto dopo un'ora e mezza di fila non mi va di sedermi dove si vede sfocato se il cinema è tutto vuoto. Lei non si alza. Anche Paperotto ci segue, noi tre siamo tutti nella stessa file, che poi a ben guardare è la quart'ultima in alto a sinistra (perciò la sua prifirita), e lei a malincuore si alza. Ma non ci raggiunge dalla parte della fila vuota, bensì fa spostare quello con la sclerosi multipla che sta nella poltrona vicinno a Paperotto. Ovvio che lui poi per ripagare l'ha abbordata e le ha rotto i coglioni per tutto il tempo, e ha fatto bene, io dico. A questo punto sono sicura: il dubbio non mi sfiorerà mai più, ora lo so con certezza: è stupida.
Mi sembra di uscire con i bambini, che gli devi insegnare come si fanno le cose. Sono stressata ormai quando sento "ci vediamo poi, ci sentiamo per stasera", perché so che, se anche all'inizio posso ridere un pò, poi cado in depressione. Mi sembra di sbattere la testa contro un muro di gomma dura: non mi faccio molto male, ma un pò sì. E sicuramente ne esco rimbambita.
Durante il viaggio di ritorno a un certo punto (quasi subito,a dire la verità, e ora che ci penso chissà da quanto tempo era preparata sta cosa) esce co sta storia che all'università si è andata a vedere un film scandalo. Noi due abbiamo capito subito, ci siamo attaccati all'ultimo rimasuglio del discorso precedente (che mò nn so più cos'era) e abbiamo cominciato a discutere animatamente, nella speranza di coinvolgerla e di farle dimenticare sta minchiata. Il risultato è che abbiamo coinvolto Paperotto. (Minchia, chissà di che parlavamo!) Dopo circa dieci minuti la discussione è morta, e però noi pensavamo di averla sfangata.
"Come vi stavo dicendo, questo film scandalo..."
Ecco, oltre alle lacrime della mia anima, c'è da aggiungere il maltrattamento della tecnica pubblicitaria: tipo quando la pubblicità ti presenta una cosa in un certo modo, così da suscitare in te curiosità o desiderio di quel prodotto? L'intenzione era quella, ma il cervello è piccolo: ha continuato a ripetere per 5 minuti che questo film scandalo SOLO LEI era riuscita a vederlo, perché SOLO LEI si era trovata a passare PER CASO dal cinema quella sera, e quanto era rimasta sconvolta LEI, e che LEI aveva consigliato vivamente alle sue amiche di andarlo a vedere, che un film così ti svelava verità nascoste e inimmaginabili. Alla fine, davanti a casa mia, anzi dopo 5 minuti che eravamo lì, ci ha detto che era un film sugli abusi che dei religiosi perpetravano in un orfanotrofio. Io volevo scendere, pure un pò delusa dalla bufala (minchia che scandalo, specialmente al giorno d'oggi!), ma lei ha bloccato forrest con un'altra minchiata che l'ha fatto impazzire: in quel film usavano I NOMI VERI!!!!
E lì lui a contraddirla, perché è contro la legge usare i nomi veri senza il consenso legale, e tu lo sai meglio di me che studi giurisprudenza, e a un certo punto lei fa: "No, caro, stai esulando! Ti dico solo una cosa e poi la chiudiamo qua." Nn mi ricordo che gli ha detto, ma so che non è finita lì, perché lui ha continuato a controbattere finché lei non si è arresa, e poi finalmente, mi è venuta un'idea brillante: Ragà, devo andare a fare pipì, ciao!
tutto ciò ha avuto luogo ovviamente due settimane fa, il giorno dell'uscita del Codice, ma non volevo dimenticarlo. Visto che c'è la possibilità che la Paperotta mi mandi ai pazzi e mi facciano l'elettroshock...